La mia intenzione, ancora non pienamente sviluppata, è quella di rompere l’idea di passività da parte del lettore in questo tipo di relazione e portarlo a prendere parte attivamente alla costruzione del personaggio stesso, costringendolo a caricarsi sulle sue spalle una piccola dose di responsabilità. […]
La mia idea è quella di portare John Doe fuori, nel mondo reale, e non il lettore dentro al suo universo fittizio. Mischiare il reale e il fittizio fino a quando i confini dell’uno e dell’altro, non siano più delineati e l’atto di comprare e leggere sia equiparabile a quello di scrivere e disegnare.