Il più grosso contributo di Facebook è stato infatti quello di consegnare al mondo digitale le identità analogiche delle persone. Prima di Facebook esistevano di fatto solo nick ed avatar: per l’immaginario collettivo di quella parte di mondo che non era connessa o era poco connessa, Internet era un luogo di pirati di software e di meandri oscuri.
Facebook ha portato alla luce del “mondo reale” le foto delle vacanze con la famiglia, da mostrare a tutti i parenti anche senza la sessione di diapositive da proiettare a casa. Prima di Facebook il tipico problema relazionale era: “chissà chi si trova dall’altra parte dello schermo”. Con Facebook il problema è diventato: “ricordarsi di non scrivere in bacheca che mi son messo in malattia ed invece sono al mare“, se tra i miei amici c’ è il mio capo.
Il prezzo pagato per questo cambio di paradigma? Su Facebook il prodotto sono gli utenti: il prodotto siamo noi.