Da ciò una ulteriore - decisiva - ragione che spiega la diffusione dei cellulari. A dispetto dell’andamento dei redditi e dei consumi. Riguarda il cambiamento sociale e culturale. I modi di comunicare e di stare insieme. E per questo coinvolge, per primi, i giovani più giovani. Demograficamente pochi. Protetti e controllati da famiglie pervasive. Vivono in un ambiente urbano devastato e informe. Frutto di politiche territoriali imposte dagli immobiliaristi.
Secondo logiche e interessi, ovviamente, immobiliari. I luoghi di incontro e di contatto fisico, per loro, si sono ridotti sempre di più. Non la domanda di stare insieme. Per cui hanno trasferito le relazioni dal territorio allo spazio tecnologico. I loro contatti non avvengono più - meglio: si verificano sempre meno - in un contesto di compresenza fisica. A casa, in piazza, sulla strada, a scuola, in oratorio.
Ma si realizzano, sempre più spesso, a distanza. Attraverso la rete e i cellulari. Così intrattengono relazioni sempre più frequenti. Sempre più fitte. E sempre più astratte. Sempre più personali e impersonali al tempo stesso. La società intera li segue, su questa strada. I fratelli maggiori. I genitori. Gli adulti. Si addentrano in questa terra senza terra. Dove gli altri sono un numero di cellulare o un indirizzo e-mail. Dove tutti comunicano senza vedersi e senza parlarsi direttamente. Nelle piazze e nelle comunità della rete. Proiettano la loro icona. Il loro avatar. Il loro profilo. E dialogano con altri avatar e altri profili. Un teatro di maschere. Un mondo di relazioni senza empatia. Dove il confine tra comunicazione ed esperienza, fra immagine e realtà: svanisce.
Alcune serie osservazioni al servizio di pessime conclusioni.
da La Repubblica via RDP
2 months agovia Vincos
3 months ago
copenhagen/ Tivoli 1
“Tivoli” è un parco divertimenti in pieno centro cittadino inaugurato nell’Agosto del 1843. E’ stato finanziato dal Re Christian VIII sotto l’idea che “”when the people are amusing themselves, they do not think about politics”.
Ma il vero senso di questo parco sta nel fatto di avere oggi sotto gli occhi un dispositivo spettacolare novecentesco che ha messo in scena la relazione fra intrattenimento di massa e forme neo-spettacolari: dali artifici delle macchine spettacolari, al teatro e alla musica.
Nel suo mix fra macchine dell’intrattenimento, spettacolo dal vivo e scenari naturali caratterizzati da parchi verdi e laghetti da attraversare in barca, si presenta con forza tutta l’energia del linguaggio spettacolare del ‘900 che ha forgiato la nostra natura dell’essere spettatori attivi.
Non è un caso che anche oggi sia un centro della scena contemporanea della performing art.
6 months ago