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Health Beauty #twittahopper

Health Beauty #twittahopper

Condiviso non è letto.
Le condivisioni sono importanti poichè creano passaparola, brand awareness, ma non sono una dimostrazione dell’effettiva lettura di un articolo. Possono, anche, essere semplicemente desiderio di auto-proiezione del sè nei confronti della propria cerchia sociale online.
Alla base della condivisione di articoli, foto, video sui social network non c’è l’interesse individuale nell’argomento ma la nostra reputazione: «Le persone si scambiano i contenuti che sono specchio dei loro gusti e preferenze. Ci preoccupiamo della moda — sottolinea Elsperth Rountree, tra i fondatori di Know Your Meme — perché è il nostro biglietto da visita in società, vale anche per quello che condividiamo online».
Prima di internet le storie diventavano popolari se venivano riprese da altri giornali, citate in pubblicazioni autorevoli o ritagliate dai lettori — ha scritto la popolare blogger Annalee Newitz su io9 —. Oggi diventano influenti se le persone le condividono su Facebook, Twitter, Pinterest, Reddit. Nella maggior parte dei casi, nessuno legge una storia se non viene postata online da qualcuno
Facebook victim?

Facebook victim?

Facebook addiction?

Facebook addiction?

«Quindi che cos’è Medium?» si chiede Alexis Madrigal su The Atlantic. «È un posto in cui leggere articoli su Internet. È una piattaforma di blogging, come Wordpress o Blogger. È il nuovo progetto dei tizi che hanno inventato Twitter. Medium è il caos aritmico prodotto dalla combinazione di editor informali, autori pagati, PR, tizi delle startup e hacks. Che sia la pubblicazione del nostro tempo?»
I migliori Auguri

I migliori Auguri che vi faccio quest’anno è che impariate ad essere più felici. E basta in fondo seguire delle piccole consapevolezze su di noi e su chi ci sta intorno.
Come sapere…
.. che ci sono persone alle quali semplicemente non piacete, qualsiasi cosa facciate. Che nonostante pensiate di essere furbi, non lo siete molto. Che non occorre amare qualcuno per imparare da lui/lei/esso. Che la solitudine non è una funzione dell’isolamento. Che alcune persone rubano davvero - rubano cose che sono vostre. Che le alleanze tra pochi e l’esclusione degli altri e i pettegolezzi possono essere una forma di fuga. Che la validità logica di un ragionamento non ne garantisce la verità. Che le persone cattive non credono mai di essere cattive, ma piuttosto che lo siano tutti gli altri. Che è possibile imparare cose preziose da una persona stupida. Che costa fatica dedicare più di pochi secondi di attenzione a un qualsiasi stimolo. Che è statisticamente più facile liberarsi di una dipendenza per le persone con un Q.I.basso che per quelle con un Q.I. più alto. Che le attività noiose diventano perversamente molto meno noiose se ci si concentra molto su di esse. Che a volte agli essere umani basta restare seduti in un posto per provare dolore. Che la vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi scompare una volta che capite quanto di rado pensano a voi. Che esiste una cosa come la cruda, incontaminata, immotivata gentilezza. Che concentrarsi intensamente su qualcosa è un lavoro duro. Che è semplicemente più piacevole essere felici che incazzati. Che le persone di cui avere più paura sono quelle che hanno più paura. Che ci vuole grande coraggio per mostrarsi deboli. Che non è necessario picchiare qualcuno anche se lo si desidera tantissimo. Che nessun singolo momento individuale è in sé per sé insopportabile. Che il cliché «Non so chi sono» sfortunatamente si rivela più di un cliché. Che gli altri, anche se sono stupidi, riescono spesso a vedere cose di voi che voi non riuscite a vedere. Che il possesso di molto denaro non immunizza la gente dalla sofferenza e dalla paura. Che “accettazione” è in genere una questione di fatica, più che altro. Che per qualche perversa ragione, è spesso più divertente desiderare qualcosa che averlo. Che fare sesso con qualcuno per cui non provate nulla lascia una sensazione di solitudine maggiore che non farlo affatto, dopo. Che è consentito volere. Che tutti sono identici nella segreta tacita convinzione di essere, in fondo, diversi da tutti gli altri. Che questo non è necessariamente perverso.
David Foster Wallace - Infinite Jest

Adottare l’e-learnng a scuola di @RobMaragliano

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